Civiltà Online

Ieri ho letto un interessante articolo, che potete trovare qui, dove si parla delle potenzialità, talvolta mal sfruttate dalle aziende, dei social; davvero un bel articolo e come tutti i post che ritengo interessanti non ho potuto trattenermi dal commentarlo.

Questo post, riassumendolo al massimo del possibile, l’autrice Veronica, sostiene – e io condivido – che per le aziende è indispensabile coinvolgere la Generazione C (maggiori informazioni qui e qui), cioè quegli uomini e donne che, cavalcando l’onda della Condivisione (da questa parola viene presa la C) sui vari Social, informano il “mondo” a cui appartengono di ogni loro pensiero, interesse, emozione ma anche degli acquisti fatti o desiderati: il Social è la cartina tornasole della loro esistenza. Semplicemente fantastico, se lavorassi nell’ufficio marketing di una azienda e riuscissi a inventare l’”algoritmo” che mi permetta di cavalcare questa onda, mi troverei di fronte alla pietra filosofale della pubblicità online, sarebbe semplicemente fantastico MA… E qui inizia la mia riflessione:

Il primo MA che mi viene in mente è: qual è il controllo che si ha sulle condivisioni? Sono una azienda, un professionista o soltanto un blogger dilettante che scrive per divertirsi, pubblico nei Social quanto ho prodotto e poi? E poi via… Via che il “popolo del web” legga, condivida, rielabori, commenti, trituri e divori questo prodotto e tale processo non lo lascia invariato il prodotto, o il brand, così come è stato pensato e concepito dal suo creatore, esso diventa qualcos’altro sia in meglio che potenzialmente anche in peggio. Perciò, chi sviluppa questi prodotti non deve abbandonarli a se, è necessaria una continua cura del passaggio che lasciano, per monitorare gli effetti – se ci sono – del loro passaggio e poter di volta in volta correggere il tiro.

Il secondo MA, riguarda il target; esso è il consumatore, il promotore e anche, a volte, il produttore del proprio prodotto, è opportunità e allo stesso tempo svantaggio, pensiamoci bene: ad esempio ho un mio blog in cui parlo del sottosviluppo di alcune zone del mondo, scrivo carico di intenzioni benevole, con l’obiettivo di sensibilizzare a riguardo il consumo consapevole ma le mie parole vengono prese come una prova di una qualche “evidente” inferiorità di alcuni popoli rispetto altri e così ho attirato le attenzioni sbagliate. Da un’ottima idea un evidente disastro.

Perciò chi produce i contenuti o gestisce l’immagine social del brand si può appoggiare a professionisti ed esperti di comunicazione (che tradotto in italiano: sta al passo, ci si informa) che gli permettono di migliorare la propria immagine nel web ma deve sempre lottare contro una insidia: i Condivisori seriali; coloro che hanno uno speciale tasto sulla tastiera o sullo smartphone che gli permette di condividere qualsiasi cosa che gli passa per lo schermo, associandovi frasi, a volte completamente sconnesse, con ciò che vanno condividendo. Essi sono una lama a doppio taglio per chiunque voglia utilizzare i socialnetwork per informarsi ed informare, possono anche condividere qualcosa di interessante ma dati il modo e i precedenti, rischiano di non essere presi sul serio.

Ora vi chiederete (ed io sono il primo a chiederselo) perché ho scritto tutto questo? Sinceramente non lo so… Sono troppi i giorni che sto passando al pc a scrivere la tesi che oggi non ho resistito, ho dovuto scrivere altro, pensare ad altro. Se volessi dare un senso a tutto questo tic tac sulla tastiera direi che è un tentativo di lasciare un monito a chi utilizza la rete per farsi e far conoscere ciò che fa: non si ha sempre a che fare con chi si desidera; inoltre è anche un messaggio di speranza, umile speranza, che chi legga faccia un po’ di autocritica sulla propria esistenza nel web, che inizi a comprendere i significati dei vari messaggi e l’uso dei diversi strumenti a disposizione.

Ultimo pensiero (poi ritorno alla mia tesi che non si scrive da sola) nessuno ha mai pensato ad un galateo del web? C’è un galateo per tutto, per ogni luogo, sia esso formale ed esplicito che informale ed implicito, dato che l’appello ad un “comune senso dell’educazione” nel web a volte cade nel nulla di fatto perché non creare un simpatico Galateo del Web? Se qualcuno volesse aiutarmi nell’impresa sarebbe ben accetto, sarà tipo un gioco (come dicono i bambini), chi volesse mi scriva qui sotto oppure su Twitter o Google+.

E con questo post riprendo a scrivere sul blog dopo mesi… Mi è veramente mancato! Dopo la laurea il mio Angolo riceverà un rinnovamento, promesso!

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3 pensieri su “Civiltà Online

  1. PaGiuse

    Salve Marco.
    Ho letto attentamente il post, ma mi sono fermato a leggere più e più volte la parte in cui scrivi di voler creare un galateo del web.
    Personalmente sono amante delle buone maniere ed il rispetto verso le persone deve manifestarsi in tutte le sue forme, tanto nella realtà, quanto nella “virtualità”.
    Anzi nel secondo caso credo bisogni fare uno sforzo in più, poiché non essendoci fisicamente la persona ad interloquire, l’educazione si rende necessaria per due motivi:
    1) Dare credibilità alla propria persona e a quello che si scrive/dice.
    2) Non mostrarsi vigliacchi.

    Fino a poco fa, per via di esperienze poco felici, ho sempre ritenuto che il web desse troppo spazio ai vigliacchi: in poche parole, trasferivo l’atteggiamento negativo delle persone allo strumento di cui si avvalevano.
    E ho fatto male.
    Da qualche mese ho aperto un blog che ha totalmente stravolto e soprattutto capovolto questa mia idea (per fortuna 😀 )

    Ma non voglio farti perdere nelle mie chiacchiere e mi permetto di farti una domanda:
    Come imposteresti un Galateo per il Web?
    Cioè, con che modalità di fruizione (storie, fumetti, racconti brevi)?
    L’idea è davvero carina e sarebbe bello poter fare qualcosa che informi, educhi, ma che al tempo stesso diverta 🙂

    Trascorri una buona giornata 😉

    Rispondi
    1. Marco F. Autore articolo

      Ciao PaGiuse (per caso Giuseppe?), ci possiamo dare del tu? Mi fa molto piacere vedere una così bella e articolata risposta.
      Vediamo se riesco rispondere al meglio:
      Come fare? Sinceramente ancora non ci ho pensato… Io direi una specie di raccolta, magari aprirei una pagina apposta all’interno del mio blog in cui mano a mano aggiungo degli “articoli”, un po’ come la costituzione, il tutto condito da molta ironia, senza risultare bacchettoni. Ci dovrò certamente pensare, del resto l’ho scritto un po’ come provocazione ma su cui si potrà lavorare. Se vuoi collaborare, per me sarebbe solo un immenso piacere!

      Buona giornata anche a te e grazie ancora!

      Rispondi
      1. PaGiuse

        Ciao Marco!
        Sì PaGiuse sta per Giuseppe 😀
        Certo che possiamo darci del tu, non credo di essere molto più vecchio di te 😀
        Pure se lo fossi non farebbe alcuna differenza 🙂
        Se a te va, allora possiamo almeno cominciare ad avere uno scambio di idee e vedere cosa ne potrebbe uscir fuori: secondo me l’idea non è davvero niente male.
        Se poi ci si mette l’ironia, potrebbe anche funzionare 🙂
        Eventualmente ti contatto tramite DM di twitter.
        Buona Giornata 😉

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