Alcol buono Vs Alcol cattivo

Immagino che vi starete chiedendo quale sia la pertinenza di questa foto con il titolo… Adesso ci arriviamo, prima voglio tediarvi con l’introduzione e tante altre parole sull’alcol e il suo consumo:

ta ta ta… INTRODUZIONE:

Qualche giorno fa, forse l’altro ieri o forse il giorno prima, ma poco importa… Qualche giorno fa, con @Pagiuse1984 e @eudai_monia, ho avuto un simpatico scambio di tweet che, senza alcun nesso logico, ci ha portati a conversare dei nostri gusti in fatto di alcolici (e super alcolici). Alcune ore dopo che l’esaurimento di questo flusso di tweet mi è venuto in mente questo, un post in cui @andreagirardihr effettua una magistrale tirata d’orecchi nei confronti di chi consiglia il “cicchetto” per essere maggiormente se stesso, come se l’alcol avesse il potere magico di tirar fuori il “vero io”…

Da qua iniziamo a riflette:

Ebbene, tutto ciò che ho scritto sopra per dire cosa?
L’alcol è un manufatto dell’ingegno umano che ci accompagna da migliaia e migliaia di anni, la cui produzione è diventata una vera e propria arte: dalla semplice macerazione anaerobica di avanzi di cibo, come pare sia andata la scoperta per i nostri antenati, alla più complessa distinzione in decide, se non centinaia, di categorie di vari distillati.

Come tutti i prodotti umani, anche l’alcol, ha i suoi simpatici significati simbolici, ovvero esso non è semplicemente un prodotto con alcune proprietà tecniche, indicate con numeri e sigle, ma anche proprietà simboliche, dei simboli a cui l’uomo attribuisce dei significati.

Questi simboli variano di cultura in cultura e, nella nostra, i simboli, e gli usi, sono molteplici, ad esempio pensiamo a quanto spesso il vino appare nella nostra vita, per noi italiani:

Capodanno -> spumante. Perché per forza lo spumante?

Cena di gran classe -> un vino diverso per ogni piatto, perché? Qualcuno mi dirà “ovvio, ogni vino ha gusti differenti che meglio si abbinano con la portata”. Io dico: BALLE! Quanti sono in grado di cogliere al pieno i sapori di tutti questi vini? Per non parlare del fatto che biologicamente (e sociologicamente) differiamo tra noi e quindi il sapore percepito da me non deve per forza essere identico a quello percepito da te. Ritengo che sia una questione di status symbol. Un modo elegante per dire: “sei un poveraccio! Io posso aprire 10 bottiglie di vino durante una cena e permettermi il lusso di bere solo un bicchiere da ciascuna”.

Messa -> C’è bisogno di dirlo?

E voi ora vi starete chiedendo dove io voglia arrivare, giusto?

Voglio arrivare a mostrarti una cosa: il consumo dell’alcol è strettamente collegato alla simbologia attribuitovi, perciò il suo consumo è regolato dalla società e dai valori della stessa. Nella nostra società il consumo di alcolici non è totalmente bandito, anzi, per certi aspetti è incoraggiato (quante volte si pubblicizza un alcolico in TV?) ma tale consumo deve avvenire in certi contesti, in certi momenti e con alcuni significati. Quando questo non avviene, o quando il consumo diviene patologico, si sviluppa una assuefazione, la società ne condanna l’uso, esattamente ciò che ha fatto Andrea nel suo post.

Personalmente condivido l’opinione di Andrea riguardo l’uso dell’alcol e condanno anche io quest’uso così strumentale però, allo stesso tempo, mi piace rifletterci sopra e infatti ho subito pensato al narghilè. Il famoso narghilè che compare nell’immagine.

Quanti di voi lo fumano? Pochissimi di voi lo avranno fumato e credo nessuno regolarmente. Cosa accadrebbe se vi metteste a fumarlo in pubblico? Tralasciando la comicità della scena di voi in metro con un narghilè sotto braccio, immagino che gli sguardi che attirereste sarebbero quanto meno di curiosità, anche se è altamente probabile che attirereste anche sguardi di disapprovazione. Questo perché? Perché l’uso del narghilè, nella nostra cultura è alieno, non è disapprovato ma certamente è fortemente connotato: lo si fuma in occasioni particolarissime, in luoghi esotici e con alcune persone. Eppure, ci sono luoghi, in questo mondo, dove si va appositamente a fumare il narghilè, come noi europei andiamo al pub a bere una birra con gli amici.

Concludendo:

Ora vi rivolgo a voi, vorrei che proviate a fare un gioco: quante e quali sono le cose che fate regolarmente (cose legali, mi raccomando!) che però vengono condannate, più o meno simbolicamente, se le faceste in altre occasioni o in altri luoghi rispetto a quanto fate di solito?

Ora a voi, divertitevi! E se poi ne vorrete parlare, vi invito a lasciare un commentino.

Da domani, tutti in metro col narghilè sottobraccio!

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8 pensieri su “Alcol buono Vs Alcol cattivo

  1. Briccioledinfo

    Sono ienamente ‘accordo su un fatto: non devono fungere da motore di sicurezza. Purtroppo come dici te, tradizioni, commercializzazioni, portano a credere e l’alcol sia un tocca sana per determinate situazioni o per superare determinati ostaccoli. “No Martini no party” ha fatto scalpore per così tanto tempo, tanto da portare molti giovani a convincersi che non poteva esserci festa se non accompagnata da alcol e bevute.
    Non molto tempo fa, ho avuto un battibecco su facebook a proposito di una gara di birra organizzata in un paese in cui si combatte da anni il problema alcol tra i giovani. (Unico punto di incontro sono i bar). I partecipanti nel manifesto di presentazione venivano chiamati sportivi. appellativo molto discuttibile.

    Detto ciò, non condanno completamente gli alcolici, credo che tra persone adulte, ogni tanto, un bicchiere non faccia male a nessuno! Sono convinta che ogni cosa sia positiva se non se ne abusa. Sta a noi trovare la bilancia e usarla!

    Rispondi
    1. Marco F. Autore articolo

      Grazie Gioia, mi fa piacere leggere il tuo commento!
      In effetti è un problema se vissuto come un espediente, uno strumento… E non come un rito propiziatorio, come ce ne sono tanti altri. (La simbologia attorno all’alcolico è immensa in ogni cultura)
      Non sapevo assolutamente di questa “gara”… Effettivamente appellare con l’aggettivo sportivo il bevitore abituale è un ossimoro.
      Dunque… Una bella birretta in compagnia, come rito propiziatorio in onore della bella compagnia, dici che posso ancora farmela?

      Rispondi
      1. Marco F. Autore articolo

        Massi dai!
        In fondo abbiamo capito una cosa: finché abbiamo il controllo sull’oggetto/sostanza il suo utilizzo è ragionevole, oltre è pericoloso.

        Per la gara, poi, si è svolta?

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